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Un e-book per conoscere il gres e le sue possibili applicazioni tecniche

Spunti e idee per i tuoi progetti di architectural design

La sostenibilità è un concetto ampiamente integrato alla progettazione contemporanea. Di grande interesse sono, invece, le sue nuove declinazioni e il passaggio, avvenuto negli ultimi anni, da un concetto di efficienza verso uno scenario più ampio di sostenibilità sociale e di benessere. Ecco quattro casi che ci raccontano approcci altrettanto diversi e visionari.

 

Termovalorizzatore o pista da sci?

Lo studio di architettura BIG (Bjarke Ingels Group), insieme ai partner SLA, AKT, Lüchinger + Meyer, MOE e Rambøll, ha progettato l’Amager Resource Center di Copenaghen, per tutti CopenHill, per sostituire il vecchio termovalorizzatore della città. La sua copertura, contraddistinta da una profonda curvatura e da un notevole dislivello, è stata pensata per essere sormontata da una pista da sci e da un percorso escursionistico nel verde, oltre che per ospitare una parete per l’arrampicata e altri servizi per la collettività.

 

Copen Hill a Copenaghen 
BIG

 

Copenaghen, che punta a diventare la prima città a emissioni zero del mondo entro il 2025, ha
scelto di dotarsi di una struttura che punta a ispirare “una nuova generazione di impianti di termovalorizzazione, che è sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale”, nello stesso tempo in grado di ridefinire “il rapporto tra produzione e ricreazione, tra infrastruttura energetica e infrastruttura sociale, tra fabbrica e città“, come ha sottolineato David Zahle, partner dello studio BIG.

Per Bjarke Ingels, fondatore e direttore creativo di BIG,

“CopenHill è così pulita che siamo riusciti a trasformare la sua massa edilizia nel fondamento della vita sociale della città: la sua facciata è scalabile, il suo tetto è percorribile e sulle sue pendenze si può sciare. Un chiaro esempio di sostenibilità edonistica”.

Un edificio che è al contempo un super tecnologico impianto di smaltimento dei rifiuti e di produzione di energia, ed è parte del territorio con 80 metri di parete artificiale arrampicabile, la più alta del mondo, e una pista di sci di 9mila metri quadrati per principianti ed esperti.

Per raggiungere la vetta della collina si può fare una piacevole passeggiata, progettata dallo studio di paesaggisti SLA assieme ad un giardino all’insegna della biodiversità, capace di assorbire pulviscolo atmosferico e riutilizzare l’acqua piovana. Oltre agli uffici della centrale termica, la collina ospita anche un bar e un centro conferenze.

Dal macro al micro. I molti temi della sostenibilità costruita.

Il design della cura

Porta la firma di Heatherwick Studio l'ultimo centro Maggie's inaugurato a giugno 2020 a Leeds nel Regno Unito. Maggie's è la principale fondazione benefica a offrire supporto pratico e psicologico alle persone malate di cancro. Nata nel 1996 per volere di Maggie Keswick Jencks, la fondazione ha ventisei centri di accoglienza in tutta la Gran Bretagna, ma anche a Hong Kong, Singapore e Barcellona.

 

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Maggie’s Centre a Leeds
Heatherwick Studio

 

L'edificio sorge negli spazi del St. James University Hospital, al centro di un appezzamento scosceso, inscritto in un raccordo stradale interno al campus universitario. Un punto di partenza non facile, ma dal grande potenziale, come ha saputo dimostrare lo studio di progettazione.

Racconta Thomas Heatherwick:

“Progettare il Maggie’s Centre a Leeds è stata una fantastica esperienza e un grande onore. Il nostro scopo era realizzare per le persone malate di cancro una casa che fosse accogliente e ricca di espressività, a differenza dei tipici ambienti ospedalieri. Utilizzando esclusivamente materiali naturali e sostenibili e immergendo l'edificio in mezzo a migliaia di piante, siamo riusciti a realizzare un ambiente straordinario in grado di trasmettere ai visitatori un sentimento di speranza e perseveranza nei loro difficili viaggi di cura."

Per fare stare bene i pazienti tutti gli spazi sono molto confortevoli, realizzati con materiali sostenibili, e l’edificio lavora sempre con un elevato livello di efficienza energetica.

La struttura è costruita con un sistema di legno di abete rosso prefabbricato e di origine sostenibile. I materiali porosi come l'intonaco di calce aiutano a mantenere sotto controllo l'umidità interna favorita dalla ventilazione naturale, che è stata ottenuta attraverso un'attenta considerazione della forma e dell'orientamento dell'edificio.

Un approccio olistico come quello di Maggie's è stato sperimentato dallo studio Heaterwick, attraverso la realizzazione di centinaia di modellini prima di individuare la forma perfetta per Maggie's Leeds. All'interno, tre spazi per il counseling sono il punto nodale dell'attività della fondazione. Grandissime vetrate a tutta altezza amalgamano gli ambienti in una prospettiva visuale aperta, lasciando fluire tutta la luce naturale che si possa desiderare.

 

Il primo grattacielo Leed al mondo

La Bank of America Tower di One Bryant Park nel centro di New York, progettata da Cook + Fox Architects, è il primo grattacielo commerciale ad ottenere la certificazione LEED Platinum. Il progetto di 55 piani, con una superficie di 2,2 milioni di piedi quadrati, è un nuovo landmark che si aggiunge agli edifici attorno al parco a Midtown.

 

Bank of America Tower a New York
Cook + Fox Architects

 

Attingendo ai concetti di biofilia - l'innata necessità delle persone di essere in accordo con l'ambiente naturale - la visione dei progettisti è stata quella di creare un ambiente di lavoro contemporaneo, con un sapiente utilizzo della luce del giorno, dell'aria naturale e con una forte relazione con lo spazio circostante l’edificio.

In risposta al suo contesto urbano denso, il grattacielo sfida i confini dello spazio pubblico e privato con un ingresso ad angolo completamente trasparente. Uno spazio luminoso e neutro, la hall, crea una connessione diretta con lo spazio densamene frequentato di Bryant Park, i cui spazi verdi si estendono nell'edificio attraverso tetti verdi e una Urban Garden Room accessibile al pubblico.

I materiali naturali della hall fanno parlare la torre con il vicino parco: piccoli dettagli come le maniglie delle porte in quercia bianca, i rivestimenti in Pietra di Gerusalemme incastonata da fossili e i pannelli rivestiti in materiali morbidi definiscono un percorso sensoriale tattile.

Le soluzioni costruttive mantengono l'edificio ben isolato e protetto dall'eccesso di calore: la facciata continua è realizzata in vetro basso emissivo e in ceramica termoriflettente. Il sistema d’impianto è stato progettato per ottenere anche un significativo risparmio idrico lavorando sul riciclaggio di acque grigie e sistemi di raccolta dell'acqua piovana e consentendo il filtraggio dell’aria naturale che può essere controllata individualmente. Durante la notte, un deposito termico di ghiaccio produce freddo per ridurre il picco di domanda sulla rete elettrica della città. Una centrale di cogenerazione da 4, 6 megawatt copre il 70% del consumo annuale di energia della torre consentendo un utilizzo massivo di energia pulita ed efficiente.

 

Una Domus per l’impresa

Il Gruppo Davines, specializzato in prodotti professionali per la cura dei capelli e della pelle con i marchi Davines e Comfort Zone, ha inaugurato nel 2018, una nuova sede alle porte di Parma, in Italia. Il progetto architettonico è stato firmato dallo studio Matteo Thun&Partners e dal direttore tecnico Luca Colombo, gli interni sono stati realizzati dalla interior designer Monica Signani.

 

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Davines Village a Parma
guarda il progetto

 

Sviluppata a partire dal concetto di “casa”, la struttura del Villaggio reinterpreta in chiave contemporanea gli archetipi delle abitazioni tradizionali delle zone rurali italiane, sottolineando le radici familiari dell’azienda.

Presenza minima di componenti in muratura, massima trasparenza architettonica, visione del verde da ogni postazione lavorativa, utilizzo di materiali di origine naturale come il legno e una peculiare tipologia di cemento in grado di catturare le sostanze inquinanti.

Il cuore pulsante della vita aziendale è la serra luminosa situata al centro del complesso; spazio di co-working, ospita il bar e il ristorante aziendali.
Il 100% dell'energia elettrica utilizzata nella sede produttiva del Davines Village deriva da fonti rinnovabili; è stato infatti scelto di non utilizzare il gas da fonte fossile, sostituendolo con il bio-metano e l’energia geotermica.

Davines si sta impegnando affinché anche le altri sedi del Gruppo nel mondo seguano la stessa politica:
al momento, il 71,4% dell'energia elettrica utilizzata nelle sedi estere deriva da fonti rinnovabili.

"Il punto di partenza è stato il benessere dei dipendenti, fattore chiave che ci ha guidato lungo la progettazione di uffici, reparto produttivo e magazzino. Abbiamo voluto dare vita a un villaggio funzionale con un’estetica armoniosa, che coniugasse le tradizionali forme architettoniche rurali con volumi innovativi, espressi attorno alla serra e agli ampi spazi verdi" - ha raccontato Matteo Thun.

Anche negli interni di questo moderno villaggio-fabbrica ecosostenibile sono stati selezionati prodotti all’altezza del progetto. Tra questi troviamo un utilizzo su larga scala del gres porcellanato, materiale con un ciclo di vita sostenibile, di grande impatto estetico e dalle elevate performance tecniche.

 

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Industrial/
scopri la collezione

 

Nello specifico sono state utilizzate le superfici della collezione Industrial/ del marchio Floor Gres nella nuance Sage. Il sapore industriale della serie, che rievoca la materia cementizia nella sua forma pura e rigorosa, è tecnicamente coerente all’inedita concezione degli spazi che integrano una struttura ridotta ai minimi a favore di grandi aree verdi.

Dal macro al micro. I molti temi della sostenibilità costruita.